Raggiunta la tranquillità economica, la marca di Monaco di Baviera si consolida e dà vita ad auto (e moto) destinate ad alterne fortune: 1500, Serie 02 e, dopo aver rilevato l’industria Glas di Dingolfing, 1600 GT, Glas 1300, 1700 GT e Glas 3000 V8.
Ma è tra gli Anni 70 e 80 che la BMW consolida il proprio ruolo di costruttore fino ad assumere rilevanza mondiale (nell’83 Nelson Piquet vinse il titolo iridato di Formula 1 con una Brabham-BMW turbo da 1300 CV, ma anche le competizioni Turismo sono da sempre prodighe di successi) e sfiorare oggi un utile netto di quasi 5 miliardi di euro. Significativi di questo periodo sono mezzi come la Serie 5 e la Serie 3, ai quali si aggiunge la nascita della BMW Motorsport nonché l’acquisto nel 1994 del Rover Group, che viene tuttavia ceduto nel 2000 con l’eccezione del marchio Mini, tuttora detenuto, e della Rolls Royce. I principali modelli in vendita sono le Serie 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, i Suv X1, X3, X5 e X6 e la coupé Z4, prodotte o assemblate in stabilimenti europei, ma anche lontanissimi dalla “madrepatria”, come sono quelli di Giacarta (Indonesia), Spartanburg (North Carolina, USA), Toluca (Messico), Rosslyn (Sud Africa), Shenyang (Cina), October City (Egitto), Rayong (Tailandia), Selangor (Malaysia), Manila (Filippine), Chennai (India) e Karachi (Pakistan).